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25/08/2016

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Questa è la sezione dedicata a tutti gli interventi, gli interrogativi, le riflessioni e gli approfondimenti che emergono nel corso della mostra WHAT? - What's Human About Technology?

Uno spazio aperto ad ogni riflessione, anche alla tua!

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I vostri commenti
26/08/2016Gianni Tempra Gabiati
L'esperienza di questi giorni alla mostra è stata di notevole ricchezza. Prima di tutto l'incontro con i giovani co cui abbiamo condiviso la preparazione, l'organizzazione e la presentazione al pubblico dei contenuti della mostra. E' un segno e una consolazione vedere una continuità tra l'intuizione iniziale di Euresis e la sua realizzazione anche nelle nuove generazioni. In secondo luogo vedo straordinaria l'idea degli incontri che ha arricchito tutti di contenuti che andranno ripresi per un lavoro futuro. l'incontro che più mi ha sorpreso è stato quello sulle onde gravitazionali. Straordinari i relatori e il contenuto: la scoperta di un fatto che svela un intimo segreto della natura, lascia ammutoliti, come sempre di fronte a un miracolo. Per ultimo una cosa simpatica: in cambio di una spiegazione alla mostra, due coniugi di Roma mi hanno offerto una visita alla necropoli sotto le tombe dei Papi, dove c'è la tomba di Pietro (lei, archeologa, fa la guida lì).
24/08/2016Caterina N
Energico e stimolante l'intervento di Marchetti e Ceroni.
24/08/2016Pierluigi Bilotto
Siamo un gruppo di ragazzi dell'Università della Calabria e facciamo parte dell'associazione studentesca Student Point:Jerome Lejeune, un'associazione che si occupa di accoglienza studentesca da noi fondata. Saremmo interessati ad organizzare una mostra o un dibattito in Università sugli argomenti presentati in "WHAT?", perché crediamo siano tematiche interessanti per studenti universitari.
Speriamo di sentirci e incontrarci presto!
23/08/2016Staff WHAT?
Non siamo ranocchi pensanti

"Non siamo ranocchi pensanti, apparecchi per obiettivare e registrare, dai visceri congelati, – noi dobbiamo generare costantemente i nostri pensieri dal nostro dolore e maternalmente provvederli di tutto quel che abbiamo in noi di sangue, cuore, fuoco, appetiti, passione, tormento, coscienza, destino fatalità. Vivere – vuol dire per noi trasformare costantemente in luce e fiamma tutto quel che siamo, nonché tutto quel che ci riguarda: non possiamo affatto agire diversamente."

[F: Nietzsche, La gaia scienza]
23/08/2016Luigi Guastalla
Mi interessa il rapporto tecnologia e finanza. In particolare sul fatto che diverse aziende internet-based vengono valutate su asset intangibili come i dati. Facebook ha un valore borsistico di circa 350 miliardi di dollari a fronte ad un valore dell'hardware e del software di base e caratteristico (cespiti fisici), che si aggira attorno ai 2/3 miliardi di dollari. Non c'è il rischio di una clamorosa caduta con effetti a catena, insomma di una bolla "big data", una "big bubble"?
23/08/2016Luigi Guastalla
La seconda: Nello stesso incontro, in riferimento ai big data, si è spiegato che per predire un risultato, oltre al metodo classico, basato su ipotesi-esperimento-verifica, c'è anche un metodo di tipo statistico, che nasce dall'osservazione delle correlazioni statistiche tra diversi fenomeni o tra diversi cluster di dati. E' un metodo che a differenza del primo prescinde dalla comprensione della relazione causa effetto ma si basa sull'esame delle correlazioni e che è possibile solo in forza della potenza dell'IT. Non mi è chiaro però quando si sceglie un metodo piuttosto che l'altro. Il secondo in realtà non rischia di sostituire tout court il primo? Cosa si rischia nell'abbandonare la ricerca della causa dell'effetto?
23/08/2016Luigi Guastalla
Ho qualche domanda nate dall'incontro di ieri con Di Martino e Samir Suweis. La prima: Dima ha tra le varie cose rimesso al centro della discussione la possibilità anche inconscia della riduzione dell'io, della persona, alle sue variabili biologiche. E' un rischio che corriamo anche noi che partecipiamo come "non guide" a What. Insomma, io forse potrò anche essere riprogrammabile, anche in toto, con il genoma-editing, ma io non sono le mie funzioni biologiche. Ma se la coscienza di me si forma e si afferma nel rapporto con un altro, cosa può succedere se la tecnologia ci porta ad essere invece dei grandi solitari, che si relazionano con gli altri, o presunti tali, via social network, che lavorano da casa con il telelavoro, che hanno un rapporto con il mondo mediato in modo unilaterale dalle connessioni globali ?
22/08/2016Giuseppe Desko
Ciò che sorprende è come le questioni che la fantascienza ha iniziato a porre da circa un secolo, se non sono già di attualità, ormai è chiaro che lo diventeranno nel giro di pochi anni o al massimo pochi decenni).
22/08/2016Katia Zavatta
'Che cos'é questa cosa? Ma da dove parte la visita guidata?'
Queste sono le domande che allo spazio WHAT si sentono piú spesso. Eppure, pian piano, gli ospiti del Meeting di Rimini iniziano ad accettare la sfida proposta di WHAT: uno spazio aperto dove é possibile iniziare a riflettere sul tema della tecnologia. Tenendo conto dei vantaggi che essa offre, ma anche delle problematiche che pone, nascono dialoghi, dibattiti, discussioni...
Da vedere assolutamente!

Grazie Katia! Siamo felici ti sia piaciuto il nostro progetto!
Ti invitiamo a rivedere gli incontri con i nostri ospiti per riflettere ancora sul rapporto tecnologia e uomo. 
Condividi con noi le tue impressioni, siamo smepre a disposizione per confrontarci e dialogare insieme. 

21/08/2016Sabrina Marcazzan
Questo spazio fa capire quanto dentro ogni scoperta scientifica e tecnologica ci si ponga sempre delle domande. Si impara ad andare aldilà della pura esaltazione e/o preoccupazione che possono nascere davanti a queste nuove scoperte.
21/08/2016Giuseppe Desko
Bella, bellissima la mano antropomorfa come protesi!
Ma mi fa chiedere, dove finisce la macchina e inizia l'uomo?
Ovvero, se io avessi un arto amputato lo posso sostituire con questa protesi e sarei ancora io.
Se perdessi anche l'altro braccio, potrei fare lo stesso, e sarei ancora io.
Se perdessi anche le gambe, potrei sostituirle con protesi (forse non oggi, ma la direzione è questa) ed essere ancora io.
Anche sugli organi vitali, stanno avanzando le ricerche su organi artificiali.
Ebbene, fino a quando posso sostituire pezzi di me ed essere ancora io?
Tutto a parte il cervello? Una parte del cervello? tutto il sistema nervoso?
Ovvero, chi sono io?
21/08/2016Massimo Bassi
La tecnologia è uno strumento utile all'umano
Come per esempio nello sport, nella medicina, ecc. ma è sempre un uomo che la usa con coscienza.

Certo. L'utilizzo della tecnologia nello sport e in ambito medico sono di grande utilità e supporto per il lavoro dell'uomo, ti consigliamo di rivedere il dialogo con Claudio Marchetti e Mauro Ceroni che spiegano il loro approccio innovativo e lavorativo con la tecnologia.

21/08/2016Luigi Guastalla
Un commento di un visitatore davanti alla copia del "Ramo di Mandorlo In Fiore" di Van Gogh: questa copia non modifica il mio desiderio di conoscere l'autore del dipinto, che possa andare mai a vedere l'originale o meno. Anche davanti a cento copie io cerco sempre Van Gogh e dietro le cento copie c'è sempre Van Gogh

Grazie Luigi di aver condiviso con noi questo commento.

Ascoltare un diverso punto di vista è sempre l'inizio di una nuova riflessione.

21/08/2016Giacomo Caironi
Vorrei chiedere al prof. Simoncini come si sta muovendo il diritto riguardo alla responsabilità delle automobili intelligenti.
21/08/2016Sandra P
Siamo più liberi perché possiamo fare tutto, vedere tutto, sapere tutto e subito?
Ho ancora bisogno della realtà se posso costruirmi un mondo virtuale a piacimento?
Questo spazio apre a tantissimi interrogativi che sono legati alla rivoluzione culturale e antropologica che stiamo vivendo.
Possiamo decidere se esserne spettatori o protagonisti
21/08/2016Vittoria M
sono la mamma di un bambino autistico. ho appena visitato il corner del brain-control .
vedendo i caschetti con l'elettrodo frontale mi chiedo se in un futuro i riuscirà a capire il pensiero delle persone tramite apparecchi di simile tecnologia. Lo chiedo principalmente per me e per tutte le mamme che come me non riescono a comunicare con i figli malati di autismo.
dopo questa mostra ho un barlume di speranza che le innovazioni della tecnologia magari affiancati alla neurologia riescano in un domani a farmi comunicare con mio figlio.
grazie

Ciao Vittoria, grazie del tuo contributo.
Abbiamo rivolto la tua domanda al nostro ospite Alessandro Vato, di seguito puoi trovare la sua risposta:


Cara signora,

come ha visto la tecnologia sta diventato sempre di più un alleato per poter studiare il funzionamento del cervello.

E’ difficile se non impossibile poter prevedere lo sviluppo tecnologico dei prossimi 10 o 20 anni perché troppi variabili giocano un ruolo fondamentale in questo processo non lineare.

Da questo punto di vista è difficile rispondere alla sua domanda. 

Quello di cui invece sono sicuro è che la comunicazione tra due persone avvenga attraverso numerosissimi canali, il tatto, a vista, l’affezione , lo sguardo , il tono della voce..e che il cervello sia capace di interpretare questi segnali nel modo giusto. Questo avviene per tutti noi e tanto più per le persone autistiche.

Noi scienziati certamente andremo avanti nello studio di nuove tecnologie ma nel frattempo bisogna che si esplorino tutte le possibilità e modalità di comunicazione senza aspettare la soluzione dalla tecnologia o, unicamente, dalla ricerca scientifica.

Grazie per la usa domanda e la sua attenzione.

Alessandro Vato

21/08/2016Monica Maria Vincenzi
È uno spazio nuovo ma molto interessante. Nei pochi giorni fin ora in cui ci ho lavorato sono uscite molti dialoghi interessanti con i visitatori che hanno riaperto in me domande sia sulla tecnologia che sulla vita.

Ciao Monica,
Grazie per il tuo contributo, allora siamo riusciti nel nostro scopo!
Sentiti libera di condividere con noi le domande e i temi che hai affrontato in questi giorni con il pubblico o i tuoi amici!

21/08/2016Maria P
Quanto le biotecnologie e le tecniche di ingegneria genetica sono un bene? La possibilità di modificare il genoma come voglia è davvero un bene? Potenzialmente si possono curare malattie gravissime, ma questo può giustificare interventi anche invasivi sugli embrioni?
21/08/2016Nicola Sabatini
Grande partecipazione nei primi due giorni, segno che il tema è sentito e la formula adeguata. Si capisce che un evento di una settimana è solo l'inizio di un possibile lavoro di osservazione e riflessione sul rapporto fra la persona e la tecnologia. Sarebbe bello e estremamente interessante proseguire su alcuni di questi temi. Come possiamo aiutarci?
20/08/2016Sabrina M
Molta della tecnologia di oggi si sta orientando verso uno studio più approfondito del cervello e della sua attività. Possiamo vedere in tempo reale quali onde cerebrali stiamo producendo e si stanno sviluppando molte applicazioni per modificare le onde cerebrali. Mi domando: siamo riducibili alle mere onde cerebrali che vediamo e produciamo grazie a queste nuove tecnologie?
17/08/2016Raffaele C
Dove ci sta portando il progresso?
Viviamo nell'epoca del mito del progresso eterno, sembra che l'uomo stia applicandosi con tutto se stesso ad abbattere tutte le barriere (dogmi) che incontra, preso da questo impeto distruttore, fiducioso che il progresso possa risolvere ogni suo problema, sembra non curarsi di quale possa essere la destinazione di questa folle corsa. La tecnologia non è né buona né cattiva, la tecnologia è uno strumento, e in quanto tale il suo fine dipende da chi lo impugna, per questo sento come necessaria una profonda riflessione da parte soprattutto di noi nuove generazioni, per capire qual è il giusto limite entro cui affidarsi alla tecnologia. Ed è forse questa la motivazione che più stimola il mio interesse nei confronti di WHAT, il bisogno di consapevolezza che secondo me manca in questa nostra frettolosa corsa al progresso.
17/08/2016Alessandro T
L'argomento è estremamente profondo, per questo vorrei sapere se sarà possibile avere momenti di dialogo con le personalità che parleranno durante la mostra

Certamente, è proprio questo lo scopo della mostra. Partecipando agli eventi si ha la possibilità di dialogare con le personalità.

17/08/2016Eleonora P
La tecnologia per me rappresenta la proverbiale "strada nuova", un'incognita, una scommessa, un azzardo. In ognuna di queste parole si nasconde un connotato, di speranza verso il progresso, di timore per le sue derive piuttosto che di curiosità, l'ambigua qualità che ha sempre sbilanciato l'ago della nostra bilancia in favore del progresso. Ciò che spero di trovare in questa mostra è un lume, per avere qualche strumento in più e discernere con la mia testa, e, a giudicare dagli ospiti nel programma, ho buone speranze di essere esaudita
17/08/2016Sergio S
Il tema e il programma sono decisamente interessanti, penso che una mostra del genere possa essere utile a chiunque per affrontare il tema moralmente spinoso della tecnologia e del progresso, per una riflessione consapevole sulla direzione che questi hanno preso, complimenti per l'iniziativa!
16/08/2016Francesca S
“Chiederlo a Google è la soluzione?”

Ogni domanda posta a Google deve essere semplificata per trovare una soluzione veloce e immediata. Siamo abituati a porre domande schematiche perché quelle più impegnative o articolate non trovano una risposta soddisfacente nel grande motore di ricerca.
Accolgo con un sorriso l’input di WHAT? Torniamo a porci le domande cui la tecnologia non può dare risposta, anzi poniamoci le domande sulla tecnologia! La stessa in cui cerchiamo le risposte immediate e veloci è la prima che può rimettere in moto in noi l’interesse e la curiosità di creare domande, per sollevare questioni, un’occasione interessante per metterci in gioco e ascoltare opinioni e non necessariamente risposte.
15/08/2016Martina
Liberi o schiavi?

La tecnologia ci dà veramente una maggiore liberta o siamo inglobati in questo meccanismo e non riusciamo a farne a meno?! Lo sviluppo e i nuovi strumenti ci rendono veramente più competitivi e veloci?

Per scoprirlo, la invitiamo a visitare la mostra e a partecipare a i nostri incontri. Sono esattamente queste le domande alle quali vogliamo provare a dare risposta.

14/08/2016Francesca
Tu sei per me un bene.
Questo l’argomento dell’edizione di quest’anno del Meeting di Rimini.
Tu sei per me un bene, un valore, uno strumento, una potenzialità. Alla stessa maniera anche io sono un tuo bene, un valore, uno strumento, una potenzialità.
Ciò che ognuno di noi crea o mette in movimento o in atto è il nostro contributo per crescere nel mondo.
Associo sempre la tecnologia all’ingegno dell’essere umano, la trovo un modo per mettersi in gioco, nel trovare soluzioni, divertimento, lavoro, un'espressione del guizzo di ingegnosità che attraverso un oggetto o un’invenzione o una scoperta trova uno spazio fisico nel mondo. Spesso vado a ricercare le storie delle vite delle persone, perché la domanda che mi pongo sempre è “Chi c’è dietro questa invenzione?”